
E’ la poesia di un’amica che vive e lavora in Italia, in un’altra città, dopo aver attraversato in passato gli orrori di una dittatura, del carcere e della tortura. Le parole che accompagnano il filmato a lei dedicato, tradotte, suonano così:
“Immagini musicali della memoria.
Parrole che cercano, che ricordano con nostalgia la propria terra e la propria gente.
Anna Milazzo vive attualmente in Italia. Dalla sua infanzia è vissuta in Uruguay, fino alla dittatura che cercò di esiliarla nel silenzio. Non ce l'hanno fatta: con voce di madre continua a parlare alla nostra gente.
Inserisco il testo della poesia e una traduzione che ho chiesto ad Anna stessa, ma che, come lei afferma, non rende del tutto la poesia e il suo ritmo.
20 de Julio
El dia llegaba anunciando una esperanza
Mi vientre, manatial fertìl y lujuriante
Acogia una vida que era mi misma vida
Fruto maduro de un amor policromo
Amasado con el sueno de una triste milonga
Con el llanto de un tango lànguido y ausente
Y con los vibrantes cantares del idioma de Dante
Llegaste no ya quando debìas sino quando quisiste
Tu llanto traìa la alegria y la luminosidad del verano
Tu, pajarito implume, anunciaste la risa y el llanto
Ojos de azabache, piel de aceituna, cabellos gitanos
Tu madre, extranjera y perdida en tierra lejana
Se volviò una loba olfateando tu olor y lamiendo tu piel
Te cuidò como pudo, animal herido
Lejana su tierra y perdido su nido
Costruyò para ti un cerco de amor y de miedo
Te volviste hombre, àrbol de roble con corazòn de miel
Ostinado viandante, caminas sin prisa abriendo senderos
Encontrando viajeros que trabajan, piensan y suenan
A ti solo te importa saber si es buena gente
20 Luglio
Il giorno arrivava annunciando una speranza/il mio ventre, fontana fertile e rigogliosa,accoglieva una vita che era la stessa mia vita./Frutto maturo di un amore policromo,/impastato con il sogno di una triste milonga,/con il pianto di un tango languido e assente/e coi vibranti canti della lingua di Dante/Arrivasti non quando dovevi ma quando hai voluto./Il tuo pianto portava l’allegria e la luminosità dell’estate/Tu, uccellino implume annunciasti il riso e il pianto,/occhi di azabache, pelle di oliva, capelli gitani./Tua madre, straniera e perduta in terra lontana./Diventò una lupa annusando il tuo odore e leccando la tua pelle/Ti accudì come potette, animale ferito./Lontana la sua terra e perduto il suo nido/costruì per te un cerchio di amore e paura./Diventasti uomo, albero di rovere con cuore di miele/Ostinato viandante, cammini senza furia aprendo sentieri/incontrando viaggiatori che lavorano, pensano e sognano/a te solo importano i paesaggi del cuore della brava gente.
Anna Milazzo