Perché «schegge postume»?
In fondo nella scrittura si cerca anche di superare la nostra finitezza di esseri umani, dialogando potenzialmente con le generazioni future quando noi saremo altrove. Inoltre i messaggi che lanceremo nella rete potrebbero non essere in sintonia con le tendenze dominanti del nostro tempo; tuttavia, essendo entrati in circolo, nulla vieta che potrebbero essere rispolverati e (magari) apprezzati in futuro (insomma postumi).
Forse sarà anche un modo per esorcizzare la paura della morte o per superare un'ansia generica, prendendo le distanze da tutto e da tutti, dalla vita terrena in senso lato. Forse questa condizione ci permetterà di sperare di poter essere noi stessi, senza maschere ed eccessivi pudori.
Chi partecipa al blog?
Avrei in mente di avviare un blog "aperto" agli interventi "intelligenti" e pertinenti potenzialmente di chiunque, naturalmente nel rispetto della legge e del galateo. Purtroppo sarò costretto a rivestire anche i panni del censore in caso di necessità.
Probabilmente, nei fatti, ci sarà una divisione, fra "autori" (che riceveranno un invito) e "commentatori" (chiunque voglia dire la sua su un post), anche se immagino capiterà che questi due ruoli possano sovrapporsi.
Chi partecipa al blog dovrà scrivere ogni giorno?
Non è necessario scrivere quotidianamente e neppure settimanalmente o a cadenza mensile. Quel che conta è scrivere testi (meglio se concisi) quando ne sentiamo la necessità. L’idea di un blog lento non mi dispiace affatto. ciò non vieta naturalmente che, se le condizioni lo richiederanno, potremo scrivere anche una dozzina di post al dì.
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domenica 10 febbraio 2008
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