
Lo stupro è un atto rivoltante, vile, terribile. La vittima di uno stupro porta con sé, oltre ai danni subìti dall'aggressione fisica, una ferita psichica indelebile.
Gli aggressori non fanno parte di un'etnia specifica: non sono obbligatoriamente rumeni, albanesi, slavi o extracomunitari di colore. Anche gli italiani stuprano, talvolta donne sconosciute, talvolta ex fidanzate ed ex mogli.
Lo stupro non è, infatti, la cruda manifestazione di una tempesta ormonale, o la conseguenza di una perdita dei freni inibitori, o una reazione alla solitudine. Non parte dagli organi genitali, ma dal cervello, dalla mente, dalla concezione dei rapporti tra esseri umani, che siano uomo-uomo, donna-donna, o uomo-donna.
Chi stupra ha già diviso l’umanità in soggetti dotati di ogni diritto (compreso quello di esercitare la forza) e soggetti che non devono avere diritti; ha già negato ogni forma di eguaglianza; ha già deciso che le relazioni tra esseri umani sono governate da puri rapporti di dominio.
Dopo i militari inviati a pattugliare le città, ieri, con l’intento dichiarato di contrastare gli stupri, in Italia è stato emanato un decreto che autorizza la costituzione di ronde cittadine (anche se, naturalmente, la parola 'ronde' non è menzionata): la costituzione, dunque, di gruppi privati di persone che possono girare per le città e decidere se un cittadino è ‘sospetto’; che possono, ad esempio, decidere di allontanare il ‘nero’ dalla fermata dell’autobus, perché si è avvicinato troppo a una donna ‘bianca’.
La privatizzazione della sicurezza (che fa seguito ad altri tentativi di privatizzazione delle tutele sociali) è un segnale inquietante, che nessun altro paese occidentale democratico ha mai voluto lanciare. Non servirà per il 'controllo del territorio'. Il territorio si controlla promuovendo spazi civili e cultura della solidarietà: aumentando, cioè, il benessere dei cittadini, non il loro malessere.
Non servirà per prevenire le aggressioni, che certo non vengono compiute alla luce del sole.
Questa tacita autorizzazione all’arbitrio e al linciaggio accrescerà in tutti noi, temo, l’ostilità, la diffidenza e la paura verso il nostro prossimo: gli stessi sentimenti, cioè, che muovono i passi di ogni stupratore.